La Nostra Storia

BIOGRAFIA DI UN GRUPPO
Più che la nostra storia si vuole raccontare la biografia di un gruppo, unito da un grande affetto, ma soprattutto da un grande amore per il nuoto, sport logorante per molti e meno per altri, croce e delizia a Palermo per molti politici, LSU, società, nuotatori adulti e non. Capace dunque di unire e dividere i palermitani, il nuoto rappresenta la punta dell’iceberg di un’attività di socializzazione tutt’altro che semplice.
Nel cuore delle complesse sfaccettature umane presenti nella Piscina Comunale di Palermo si distingue un particolarissimo gruppo di sportivi, liberati dalla legge 180, J dotati di uno speciale approccio alla vita ed allo sport.  Insomma era proprio un gruppo di matti quello che approdò in Piscina, proprio quel gruppo che mostrava il deciso intento di voler imparare a nuotare. SE NON E' FOLLIA QUESTA?
Tra un attacco di panico e principi di annegamento, i matti occuparono le acque "incontaminate" della piscina comunale e per la gioia dei familiari impararono ben presto a galleggiare. Le loro movenze in acqua vennero ben presto notate da molti “Nuotatori”, soprattutto dai professionisti, che sconcertati dal loro modo di nuotare, li isolarono inesorabilmente, lasciandoli in balia di un’acqua che ad ogni bracciata sembrava trasformarsi in cemento. Insomma, tranne gli allenatori, nessuno dispensava loro dei consigli per migliorare quello stile “paperella”, ma la voglia di imparare era tanta, pertanto non si arresero.
Il gruppo di mattacchioni venne assalito da un infinità di dolori causati da sciatalgia, edemi, slogature, strappi, borsite, artrite, epicondilite, ma nulla poteva fermarli, continuarono a nuotare con una determinazione senza precedenti.
Col tempo arrivarono i primi miglioramenti e gli allenatori, per incoraggiarli, li convinsero a fare le loro prime gare. Il gruppo decise di partecipare, ma le paure erano tante ed il giorno della gara fu tutt’altro che piacevole; mai come allora il gruppo fu accompagnato da una inaspettata vicinanza: “la mitica carta igienica”, sorella, compagna, amica di molti nuotatori in fase pre-gara. Nonostante il rapporto stretto con il bagno, il gruppo di mattacchioni ottenne discreti risultati, tempo medio ‘4,00 a gara e 500 punti senza squalifica «Alleluia», riuscendo così a raggiungere l’obiettivo, ossia portare a termine le loro gare. Si ringrazia ancora oggi l’unità di soccorso istituita dal Dr. Frankenstein e per l’ossigeno fornito ci scusiamo di averlo consumato tutto e di aver lasciato l’Ospedale sprovvisto per 10 lunghi giorni.
Nei giorni successivi il debutto, il rapporto tra professionisti ed esordienti non subì alcun cambiamento, nonostante dagli allenatori piovessero complimenti e suggerimenti per le successive gare. Tutto ciò ebbe il sapore della speranza, pertanto non lesinarono attenzione, sempre maggiore, alle istruzioni impartite. Più ottimisti e più consapevoli di sé, iniziarono ad entusiasmarsi ed il buon umore aleggiava su quella corsia, tanto che, per la regola del contagio, di lì a poco una risata tirò l’altra, ma soprattutto una corsia contagiò l’altra.
Un bel giorno un professionista decise di avvicinare il gruppo di matti ed in particolar modo la Signorina Calò, la più matta di tutto il gruppo, e le parlò. Porgendole in dono un paio di occhialini le disse: «complimenti per l’impegno che metti, ma per favore cambia questi occhialini»; la Sig.na Calò, colpita dalle affermazioni del professionista, non guardò il gentile pensiero, rimase perplessa e non capì cosa avessero di brutto i suoi occhialini. Ad un certo punto esclamò «ma no!!!» e continuò «grazie, non posso accettare e poi ho timore che mi possano scivolare a causa del tuffo, sa io non so nuotare». Il professionista insistette: «intanto guardali, ma soprattutto indossali e mi raccomando getta quell’oggetto assurdo che porti», dopo questa esclamazione il professionista sparì. La Sig.na, imbarazzata, scartò il regalo con la curiosità di un bambino al primo giocattolo, ed 1, 2 e 3 comparvero quei meravigliosi occhialini nuovi di zecca, di colore grigio perla, piccoli e stretti; la Sig.na Calò conobbe per la prima volta i “Socket”.
Da quel momento la Sig.na capì che qualcosa non andava nel suo abbigliamento ed in quello dei suoi amici, accomunati dalla presenza di uno strano accappatoio da camera con triplo strato di spugna, tipo Missoni, costumi ascellari e particolari occhialini antiscivolo con doppio strato di silicone capace di trattenere tutto, anche un eventuale riportino. Insomma, questi mattacchioni erano davvero buffi e chiunque si avvicinasse loro, veniva tenuto sotto osservazione per la serie ma “kuku ti unci”? Ma i matti, meno matti di quanto si possa pensare, erano indifferenti alle voci di spogliatoio poiché ben concentrati nel voler a tutti i costi imparare a nuotare.
Non erano consapevoli che la loro determinazione avrebbe cambiato per sempre la loro vita, ma quello strano bruciore che bussava nel loro stomaco ogni qualvolta che si avvicinava l’ora dell’allenamento, anticipava ciò che sarebbe successo negli anni successivi.
Intanto il gruppo, sempre più coeso ed entusiasta, decise di iscriversi alla famosa “Dolphin School”, dove trovarono sapienti ed illustri allenatori, capaci di lezioni teoriche sul nuoto di ultima generazione. Insomma studiavano e nuotavano, nuotavano e studiavano, ma tra l’allenamento e lo studio si inserì una nuova attività mangiare e ridere, ridere e mangiare, tanto che la rivista Forbes li definì la forchetta più veloce dell’intero pianeta, capaci di svuotare interi magazzini in un baleno. Su Forbes vennero menzionate anche le famose cene preparate da alcuni matti del gruppo, a base di arancine e calzoni fritti come quelle ben cucinate dalle sapienti mani di Donna Francesca (mattacchiona anche lei). Ben presto Donna Francesca dovette smettere di preparare manicaretti perché si accorse che ad ogni cena si generavano degli strani ammanchi anche nella dispensa dei vicini di tutto il palazzo. Insomma questo gruppo non si fermava di fronte a niente: aperitivi, cene e mondiali di calcio scandirono il loro tempo libero.
Intanto è arrivata la tanto attesa estate del 2007 ed il gruppo di mattacchioni decise di trascorrere le vacanze tra Selinunte e Levanzo, ospitati dai gentili coniugi Alba e Danilo a Selinunte e da Donna Francesca a Levanzo. Fortunati e felici di essere ospitati e soprattutto di stare tutti insieme, le loro giornate erano intrise di sport "precario", causa “pancetta” e lunghe mangiate accompagnate da alcool puro, la sostanza più leggera che possa esistere sulla terra, secondo il padrone di casa, il piccolo chimico Doctor Danilo. Dunque al motto “ma cosa è l’alcool? Acqua fresca” Selinunte divenne sede estiva dei giochi senza frontiere e tappa obbligata per tutto il gruppo.
Tra partite di pallavolo in acqua, gite in canoa e melanzane fritte, i mattacchioni iniziarono a progettare le loro attività sportive per l’inverno che seguiva. Una calda sera di agosto, illuminata da un cielo tempestato di stelle e da un focolaio, acceso solo per riscaldare i bagnanti notturni, il gruppo di matti invaso dal solito buon umore e spinto dalla voglia di fare sul serio, decise di darsi un nome e di chiamarsi “KUKU TI UNCI GROUP”.
Dunque al grido “forza KuKu Ti Unci”, il gruppo fu pronto ad affrontare non solo il nuoto, ma anche una seria partita di pallavolo. Così i protagonisti Dario, Donna Francesca, Francesco detto Golden, Agostino, la Sig.na Calò, Stefania, Antonio detto BIBI, Giovanni detto Wolf, Barbara, Danilo e Alba, con entusiasmante solerzia, pianificarono tutte le loro future attività: nuoto ma soprattutto aperitivi, cene, feste, partite di pallavolo a mare, pallanuoto togli costume, pallavolo seria con microfratture ad un solo nome “KUKU TI UNCI”.
Balzarono alla cronaca sportiva palermitana per il loro nome e per il loro entusiasmo; l’intera stampa sportiva dedicò fiumi di inchiostro alle divertenti attività del gruppo, nessuno poteva fare a meno di notarli.
Intanto Settembre volge al termine ed in piscina comunale incominciarono ad arrivare i nuovi iscritti, riconoscibili a kilometri di distanza per il loro colore giallo tenue ed occhiaie scure segnate sui loro volti, sconvolti dalla scoperta di un nuovo, meraviglioso ma faticoso sport.
Il gruppo KUKU TI UNCI intanto riprese le sue vecchie abitudini ed iniziò proprio dal suo solito pranzo “no limits” nel BAR di ROSI, le loro calorose tavolate accoglievano sempre tante persone. Adesso vi domando: pensate che un gruppo di mattacchioni, che aveva appena terminato un duro allenamento, avrebbe affrontato il pranzo come una scolaresca alla loro prima gita? Of course, direbbero gli inglesi, infatti riteniamo che il bar in quel periodo possa aver perduto qualche cliente, proprio a causa delle nostre calorose e rumorose risate.
Intanto nel tavolo vicino, da un po’ di tempo, si presentava una coppia per rifocillarsi; i volti, anch’essi segnati dalla stanchezza, stimolavano scommesse su un loro probabile primo avvicinamento ad interminabili e dolorosi allenamenti. La Sig.na Calò, già avvezza ai dolori ed alle fatiche, ma soprattutto esperta di gaffes, lì notò e sapendo a quali torture si sarebbero sottoposti volle incoraggiarli. «Non vi preoccupate» - disse loro - «i primi giorni sono difficili per tutti, ma tranquilli passerà tutto, massimo due, tre mesi e sarete più veloci di me!» ed ancora disse «parola d’ordine: resistere!».
L’affettuoso tentativo di incoraggiamento avvicinò la coppia al gruppo di matti, ma si rivelò ben presto un’arma contro di lei, perché la Sig.na non era a conoscenza del passato e delle doti sportive della coppia che già alla prima gara, esattamente dopo 1 mese da quella esclamazione, venne inesorabilmente battuta da entrambi. La Sig.na Calò incassò il colpo e promise a se stessa che non avrebbe più fatto affermazioni di quel tipo, contenta comunque di annotare due nuovi nomi nel gruppo KUKU TI UNCI, Alessandra ed Alberto.
Ma sappiate che la Sig.na Calò, testarda come poche, non imparò mai quella lezione, infatti, lei che amava approfondire le conoscenze sul nuoto, decise dispensare lezioni di nuoto, per l’infelicità dell’intero gruppo. La stessa era anche una delle attente organizzatrici delle attività dei compagni, assieme al piccolo chimico Doctor Danilo e l’assicuratore collezionista d’auto Mr. Dario, quest’ultimo capace di inventarsi la caduta di un ufo su di un casale assicurato, pur di presenziare agli ormai indispensabili appuntamenti serali.
Le collaborazioni non furono sufficienti e la Sig.na si accorse, ben presto, di avere enormi difficoltà a riunire l’ormai numeroso gruppo KUKU TI UNCI. Dunque, una sera ancora timidamente primaverile, al termine di una partita di pallavolo, la Sig.na, molto impegnata con il suo lavoro ed i suoi studi, comunicò ai suoi compagni di iniziare ad incontrare molte difficoltà nell’organizzare i loro incontri. Non appena fu manifestato il problema venne trovata la soluzione, proprio grazie al nuovo arrivato, il quale si mise subito a disposizione del gruppo. Fu così che Alberto suggerì di creare un sito, capace di contenere tutti i nostri innumerevoli appuntamenti di aperitivi, cene, gite, partite di pallavolo e sfide di bowling, per la gioia della Sig.na Calò e di tutti i presenti. La Signorina poté fare, così, una nuova ed importante esperienza, ossia lavorare alla costruzione di un sito e si liberò dall’obbligo di dover trascorrere intere giornate a fare telefonate, sms ed email (prego restituire mille euro costo due anni di attività organizzativa). Alberto e la Signorina Calò iniziarono, così, ad unire le loro idee ispirate dall’entusiasmo di un gruppo ormai di piccoli grandi amici.
Il 25 ottobre 2007 nacque il sito NUOTOMALEMANUOTO, in seguito verrà registrato come marchio, a nome dei progettisti, il 16/10/2008, per fini di tutela.
I progettisti non avevano idea di ciò che sarebbe accaduto di lì a poco e si resero conto solo col passare del tempo che quel sito era in grado di creare un movimento trasversale, capace di UNIRE PROFESSIONISTI E DILETTANTI DI TUTTE LE SOCIETÀ DI NUOTO.
Il sito opera da 3 anni a favore dell’entusiasmo dei dilettanti e non, ma soprattutto ha richiamato l’attenzione verso il degrado e la povertà dei bambini della Colombia e di Haiti. Con l’aiuto della cara amica Aniel, matta come noi e grazie, soprattutto, all’entusiasmo di un gruppo, legato da grande affetto e senso di Amicizia, sono stati adottati sino ad oggi tre bambini, attraverso la vendita dei gadgets Nuoto Male, il lavoro dei suoi progettisti e grazie soprattutto a Voi. Questa storia si è ulteriormente evoluta e siccome amiamo terminare con un lieto fine, preferisco lasciare che i bambini ne siano i protagonisti.
Questa storia, elaborata in modo ironico, prende spunto da fatti realmente accaduti. Alcuni passaggi sono stati appositamente enfatizzati per l’estrema voglia di leggerezza che domina l’animo umano, dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro. Comprendo che sia una lunga lettura, ma sono sicura che avrà reso lieta una delle vostre pause lavorative.
Questo sito ricostruito e rinnovato vuole regalare ai suoi visitatori lo stesso entusiasmo, relax e divertimento dei suoi fondatori, il gruppo KUKU TI UNCI. La competizione la lasciamo ai professionisti come Federica Pellegrini, Alessia Filippi, Michael Phelps ed altri.
Ringrazio gli amici vicini, ma soprattutto quelli lontani.
Claudia Calò